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Consigli utili per la corretta gestione di una fan page di Facebook.

La comunicazione aziendale è sempre più orientata all’utilizzo dei social media come strumenti complementari ai canali tradizionali o a volte come veri sostituti di canali che un tempo venivano usati.

E’ però importante tenere in considerazione che l’approccio da utilizzare con i new media non può essere uguale a quello che si è affermato negli anni sui più tradizionali canali di comunicazione. Questo, in primis, perché il comportamento e le aspettative del pubblico digitale sono notevolmente cambiati e non paragonabili a nessun’altra tipologia di audience.

Uno degli strumenti maggiormente utilizzati dalle aziende è le fan page che Facebook permette, in maniera assolutamente libera e gratuita, di aprire.

Consigli gestione Facebook fan page

Questa troppe volte è considerata come una vetrina dove pubblicizzare ripetutamente prodotti e servizi, che l’azienda vorrebbe commercializzare, sperando di vendere qualcosa come se ci trovassimo di fronte agli scaffali di un supermercato.

Tale comportamento è uno dei più sbagliati che si possa adottare nel mondo di Facebook perché dobbiamo sempre ricordarci che questo social network è utilizzato dagli utenti come un momento di svago, un luogo virtuale dove poter essere sempre aggiornati su cosa fanno e cosa pensano i propri amici e dove magari rintracciare qualche interessante pettegolezzo!

E’ per questo che un’attività di pura vendita sarebbe su Facebook completamente fuori luogo e non porterebbe che una minima parte dei risultati sperati.

Ciò non vuol dire però che Facebook non può essere utilizzato anche per proporre e vendere servizi o prodotti ma che tutto questo deve essere fatto in modo ponderato e all’interno di una corretta strategia di comunicazione.

Prima di decidere i contenuti da pubblicare sulla fan page è importante pensare al nostro pubblico, cosa potrebbe veramente interessargli e cosa scatenerebbe la condivisione e l’interazione con il nostro post.

Divulgare notizie originali, temi attuali e argomenti curiosi sono alcune delle condizioni necessarie che il nostro post non dovrebbe fare a meno.

Utilizzare immagini e video può aiutare di molto il nostro contenuto a diventare virale, infatti gli utenti di Facebook sono sempre più “distratti e superficiali” e quindi attratti maggiormente dal post visivo che da quello testuale, che richiederebbe maggiore concentrazione e tempo.

Ecco per esempio qualche post di interesse per il target di una agenzia di comunicazione digitale:

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Un secondo suggerimento riguarda la quantità del materiale pubblicato sulla fan page.

Si deve fare attenzione infatti a non invadere troppo il News Feed dei nostri fan perché non faremo altro che annoiarli e quindi perderli definitivamente.

Non è importante quanto si pubblica su Facebook ma la qualità di quello che viene pubblicato.

Non esistendo una verità assoluta sull’argomento direi che uno o al massimo due post al giorno sono più che sufficienti e che il 70/80% di quello che pubblichiamo NON deve riguardare la vendita o le promozioni ma, come già detto prima, contenuti di interesse per il nostro target.

Terzo ed ultimo consiglio riguarda la tipologia di linguaggio da utilizzare.

L’uso delle parole “giuste” è quello che può far distinguere la vostra fan page da un’altra, magari che riguarda un competitor.

Nello scrivere ricordiamoci sempre che ci troviamo in un luogo, come dire, friendly, dove linguaggio eccessivamente forbito, ingessato o istituzionale non è proprio il massimo.

Tutto, o quasi, è concesso su Facebook ma vi prego, No agli errori grammaticali e ortografici!

Se il mondo dei social media ti affascina o vorresti sapere ed imparare di più, scopri i servizi e l’offerta formativa di Webinchiaro.

 

Gianluca De Santo

Gianluca De Santo

Fin da bambino aveva capito come “far girare l’economia” facendo svariati ordini dal catalogo Postalmarket all’insaputa di sua madre e vendendo limonate e settimanali usati durante le vacanze estive, a prezzi concorrenziali ovviamente! Trasferitosi a 19 anni dalla Puglia a Roma per gli studi universitari ora vive da qualche anno a Milano. La sua frase preferita: “Se insisti e resisti, raggiungi e conquisti” (Trilussa).

Come fare Personal Branding con il Blog di LinkedIn?

E’ da qualche tempo che LinkedIn ha implementato i suoi servizi con l’aggiunta, anche per i profili italiani, del blog personale, facile da utilizzare, gestire ed aggiornare.

Ma perché prendere in considerazione l’idea di scrivere e pubblicare periodicamente in rete articoli più o meno interessanti che gli utenti potranno leggere, condividere e commentare?

La risposta è: personal branding! Con questo termine facciamo riferimento all’attività di promozione di se stessi, attraverso cui cerchiamo di coinvolgere gli utente e, allo stesso tempo, aumentare la nostra visibilità online.

Tutto questo può essere utile anche per scopi lavorativi, ampliare le conoscenze e farsi trovare.

Volete gestire un vostro blog su LinkedIn?
Seguite questi passaggi!

Dopo aver eseguito l’accesso al social network clicchiamo sul “comando” Pubblica un Post” che ritroviamo appena sotto il riepilogo generale del nostro profilo:

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La schermata che comparirà è molto semplice e intuitiva.
Possiamo quindi iniziare a creare il primo articolo che, molto probabilmente, riguarderà una tematica di cui siamo esperti o qualcosa che ci interessa particolarmente.

I primi passi saranno:
– la scelta del titolo, accattivante e che centri il succo dell’articolo;
– l’immagine di anteprima dell’articolo, che dovrà catturare l’attenzione nel mare di articoli che girano in rete;
– il testo vero e proprio.

E’ in realtà più semplice farlo che dirlo, infatti, tutto è ben “spiegato” e guidato da LinkedIn e di facile utilizzo:

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Come indicato dalle frecce rosse abbiamo tre spazi a disposizione per inserire l’immagine d’anteprima articolo, il titolo e il testo.

Quest’ultimo potrà anche essere arricchito con immagini, video, elenchi puntati, grazie all’utilizzo dei semplici comandi a disposizione.

Essendo i post raggiungibili dai risultati di Google, nella stesura del testo dovremo porre un po’ di accortezza nella scelta delle parole chiave da inserire. Questo permetterà ai nostri contenuti di avere più visibilità

Terminato l’inserimento di tutti gli elementi proseguiamo con la pubblicazione, semplicemente cliccando sul comando “Pubblica”.

Creato l’articolo dovremo, infine, renderlo virale e quindi condividerlo su più canali possibili, questo sarà possibile grazie ai comandi di condivisione già preimpostati da LinkedIn:

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Sulla stessa linea dei tasti di condivisione dell’articolo troviamo utili informazioni che ci permettono di sapere qual è l’andamento del nostro articolo in rete e quindi controllare il numero di persone che lo hanno visionato, a quante persone piace e gli eventuali commenti fatti dai lettori, ai quali, ovviamente, dovremo sempre dare una risposta.

Con questo e altri strumenti che LinkedIn mette a disposizione possiamo ritenere che sia un utilissimo strumento che tutti, o quasi, dovrebbero utilizzare correttamente.

Se vuoi imparare ad utilizzare in modo strategico tutti i social media dai un’occhiata alla nostra offerta formativa!

Gianluca De Santo

Gianluca De Santo

Fin da bambino aveva capito come “far girare l’economia” facendo svariati ordini dal catalogo Postalmarket all’insaputa di sua madre e vendendo limonate e settimanali usati durante le vacanze estive, a prezzi concorrenziali ovviamente! Trasferitosi a 19 anni dalla Puglia a Roma per gli studi universitari ora vive da qualche anno a Milano. La sua frase preferita: “Se insisti e resisti, raggiungi e conquisti” (Trilussa).

Come incrementare i “mi piace” di una pagina Facebook

Facebook, il social network per eccellenza, non è soltanto uno strumento per la condivisione di momenti di vita personale, ma è sempre più utilizzato come piattaforma per promuovere prodotti e servizi da parte delle aziende.

Un’inserzione pubblicitaria su questo canale permette di raggiungere un pubblico molto vasto e ben targettizzato e geolocalizzato in base alle nostre esigenze.

Ampliare il numero di persone che seguono e visualizzano i contenuti della pagina è importante, per aumentare la notorietà della pagina stessa e mostrare a sempre più persone i servizi e/o prodotti che offriamo.

Per aumentare il numero dei “mi piace”, Facebook mette a disposizione lo strumento “Promuovi la tua pagina” con il quale, un bacino di utenti, targettizzati secondo le nostre preferenze, potranno vedere la nostra pagina e quindi iniziare a “seguirla”.

Per utilizzare questo strumento è necessario accedere alla fan page, posizionarsi sul comando “Promuovi” (in alto a destra) e dal menù a tendina scegliere l’opzione “Promuovi la tua Pagina”:

 

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A questo punto si aprirà una finestra – pannello di controllo dove sarà possibile scegliere i filtri per la campagna promozionale. Ad esempio: il luogo in cui vivono i destinatari, la lingua che parlano, il sesso, la fascia di età e il budget che voglio investire.

 

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Scorrendo nella lista delle impostazioni sarà possibile scegliere anche la durata della promozione.
Per procedere con l’attivazione della campagna è necessario impostare il metodo di pagamento (dati della carta di credito o della prepagata):

 

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Dopo aver completato le impostazioni scelte sarà possibile dare il via alla campagna cliccando su “Promuovi Pagina”. Questo è solo uno degli strumenti che Facebook mette a disposizione degli utenti che amministrano le Fan Page.

Per scoprire ed approfondire tutte le potenzialità di questo ed altri social network clicca qui

 

 

Gianluca De Santo

Gianluca De Santo

Fin da bambino aveva capito come “far girare l’economia” facendo svariati ordini dal catalogo Postalmarket all’insaputa di sua madre e vendendo limonate e settimanali usati durante le vacanze estive, a prezzi concorrenziali ovviamente! Trasferitosi a 19 anni dalla Puglia a Roma per gli studi universitari ora vive da qualche anno a Milano. La sua frase preferita: “Se insisti e resisti, raggiungi e conquisti” (Trilussa).

Cosa sono e come si creano le pagine vetrina su LinkedIn?

LinkedIn, il social network sempre più utilizzato dalle aziende per comunicare e trovare nuovi clienti, offre la possibilità di creare, per chi ha già attiva una pagina aziendale, le pagine vetrina.

Con queste facciamo riferimento a vere e proprie “estensioni” delle pagine aziendali molto utili alle aziende che hanno più linee di prodotto, più servizi o più brand.

Utilizzando e creando la pagina vetrina l’azienda potrà prefissare l’obiettivo di raggiungere un target più specifico e profilato, comunicando e pubblicando solo quello che interessa a tale target.

La pagina vetrina è un ottimo strumento utile per le aziende multinazionali o di grandi dimensioni che hanno necessità di più “spazi” per promuovere e comunicare le loro diverse linee di prodotto, diversi brand, servizi etc. ma anche necessario alle aziende più piccole che vogliono rivolgersi e colpire target diversi.

La pagina vetrina non potrà essere creata con il profilo LinkedIn personale ma solo attraverso una pagina aziendale già esistente.

Prima della realizzazione della pagina vetrina è importante riflettere attentamente su quanto andremo a creare e sull’impegno che ogni singola pagina richiederà, sarà indispensabile infatti aggiornare con costanza i post e le novità da pubblicare su ogni pagina vetrina e, ovviamente, ogni contenuto dovrà essere pensato e creato ad hoc per ogni singola pagina vetrina.

Vediamo ora in dettaglio come poterla creare.

Dalla pagina aziendale apriremo il menu a tendina “modifica” per poi selezionale “crea una pagina vetrina”:1

A questo punto ci vengono richieste alcune informazioni base come, il nome da dare alla pagina vetrina e l’individuazione di amministratori ulteriori della pagina che stiamo andando a creare:

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E’ bene infine ricordare che per ogni pagina aziendale LinkedIn sarà possibile creare un massimo di 10 pagine vetrina.

Se sei interessato ad imparare l’utilizzo strategico e professionale di LinkedIn e di tutti gli strumenti di Social Media Marketing visita la sezione dei nostri corsi!

Gianluca De Santo

Gianluca De Santo

Fin da bambino aveva capito come “far girare l’economia” facendo svariati ordini dal catalogo Postalmarket all’insaputa di sua madre e vendendo limonate e settimanali usati durante le vacanze estive, a prezzi concorrenziali ovviamente! Trasferitosi a 19 anni dalla Puglia a Roma per gli studi universitari ora vive da qualche anno a Milano. La sua frase preferita: “Se insisti e resisti, raggiungi e conquisti” (Trilussa).

I 10 comandamenti di Twitter per il 2015

State utilizzando Twitter nel modo corretto?
Prima di rispondere, forse vi conviene dare un’occhiata a queste dieci, semplici regole. Alcune di esse valgono sin da quanto Twitter è nato; altre, invece, sono cambiate insieme al social nel corso del tempo.
Insomma, ecco le 10 best pratice per tirare fuori il massimo da Twitter nel 2015.

1) Scrivere tweet brevi

Ormai lo sanno anche le pareti delle agenzie di comunicazione: i tweet sotto ai 100 caratteri ottengono in media più retweet e risposte.

2) Non fare i venditori a tutti i costi

A voi piacciono i venditori porta a porta inopportuni? Di certo no. Perché farlo su Twitter, allora? Convincete i vostri interlocutori con il fascino, i contenuti di qualità e la competenza. Quando vi chiederanno dei vostri prodotti e servizi, non sarà stato come venderli. Eppure, c’è una buona possibilità che li compreranno.

3) Twittare dopo pranzo

Il primo mattino è ormai diventato un affollato campo di battaglia: tutti cercano di arrivare per primi nelle breaking news mattutine delle timeline di Twitter. Voi andate controcorrente e pubblicate i vostri contenuti nel pomeriggio: sarà più facile ottenere l’attenzione di chi vi segue.

4) Non usare troppi hashtag

#Seriamente, #non #c’è #bisogno #di #usare #hashtag #dappertutto. #Non #aiutano #per #nulla #la #vostra #comunicazione #su #Twitter. Uff.

5)Usare gli hashtag corretti

Non solo gli hashtag relativi ai vostri prodotti o servizi, ma anche quelli che potrebbero utilizzare i vostri interlocutori sono importanti. Cercateli, e usateli.

6)Utilizzare le immagini

Il contenuto visivo, ormai visibile in pianta stabile sulle timeline di Twitter, è sempre più premiante in termini di visualizzazioni, interazione e coinvolgimento degli utenti.

7) Pubblicare i link all’inizio

Se avete un link da condividere con un tweet, fatelo subito: non correrete il rischio che la parte più importante del contenuto sia quella presa meno in considerazione.

8) Fare attenzione a ciò che succede

Le persone su Twitter dialogano molto. E magari parlano anche di voi. Cercate le conversazioni che vi riguardano, e non abbiate timore di intervenire.

9) Coinvolgere gli advocates

I vostri fan, le persone che vi seguono e vi apprezzano, sono il vostro migliore patrimonio su Twitter. Cercate di coinvolgerli il più possibile, menzionandoli e parlando con loro.

10) Essere se stessi

L’autenticità paga. Sempre. Se volete avere successo su Twitter, non spacciatevi per quello che non siete. E divertitevi: la gente usa i social media soprattutto per questo.

Fabrizio Stoppa

Fabrizio Stoppa

Scrisse la sua prima headline nel 1984, usando le matite colorate dell’asilo: “Yogurt. Un po’ acido, ma buono”. E fu subito chiaro che la cucina sarebbe stata una delle sue due grandi passioni. Della seconda ne ha fatto un lavoro. La sua frase preferita: “Io sono vivo, ma non vivo perché respiro, | mi sento vivo solo se sfilo la stilo e scrivo” (Caparezza).

Perché è importante essere attivi nei gruppi di LinkedIn?

Il modo più utile per sviluppare nuovi contatti ed opportunità lavorative è, sia nella vita “reale” che “in rete”, parlare e confrontarsi. Per questo anche chi utilizza LinkedIn al fine di ampliare la propria rete di conoscenze, il proprio bagaglio culturale e il proprio business, dovrebbe dedicare del tempo al coinvolgimento di altri utenti in discussioni di interesse e di qualità.

Il modo migliore per farlo è l’utilizzo appropriato dei gruppi esistenti su LinkedIn.

I gruppi sono dei veri e propri luoghi di discussione, suddivisi per tipologie di interessi, dove è possibile:

  • trovare spunti o chiarimenti,
  • chiedere consigli o pareri,
  • dar vita a nuove relazioni che possono rivelarsi opportunità per il proprio lavoro.

Ecco quindi come partecipare ed interagire nei gruppi già attivi su LinkedIn e come crearne di nuovi.

Nel primo caso, partiremo dalla ricerca di gruppi già creati sul social network all’interno dei quali si discute di temi di mio interesse o che riguardano il mio lavoro.

Posizionandomi sul menù a tendina della funzione “cerca”, presente in alto, dovrò selezionare la voce “gruppi” ed inserire la parola chiave che voglio ricercare, che sarà evidentemente il tema di discussione del gruppo.

 

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Avviata la ricerca, comparirà la lista di tutti i gruppi esistenti su LinkedIn che trattano di quel tema ricercato, e potrò quindi aprire quelli che mi interessano.

Per accedere al gruppo posso iscrivermi semplicemente cliccando il tasto in alto a destra “Iscriviti”. Secondo le impostazioni stabilite dall’amministratore del gruppo sarò subito un membro, oppure dovrò attendere l’autorizzazione a poter accedere, che mi verrà notificata nelle ore successive alla richiesta.

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Una volta iscritto al gruppo inizia il vero “lavoro”: essere membro, ma non partecipare alle discussioni, infatti può essere quasi inutile e non porterà ad alcun risultato. Conviene invece partecipare attivamente, commentando i contributi pubblicati dagli altri membri o avviare nuove discussioni. È banale ricordare che i contributi dovranno essere utili, interessanti e di qualità!

Avviare una nuova discussione nel gruppo è molto semplice: basta scrivere il proprio contributo nella barra dedicata all’avvio della discussione. Sul lato destro posso monitorare il mio “livello di contribuzione al gruppo” che indicherà quanto sono “attivo” nello scrivere commenti e pubblicare nuove discussioni:

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Per quanto riguarda invece la creazione di un nuovo gruppo di discussione, dopo aver eseguito l’accesso su LinkedIn tramite il mio account, dovrò posizionarmi sulla voce “interessi” del menù superiore e aprire “gruppi”:

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Sulla schermata successiva sarà sufficiente cliccare su “crea un gruppo” sulla destra della pagina:

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A questo punto potremo dare un nome al gruppo ed iniziare a produrre post utili ed interessanti e condividere articoli, link e video che possano interessare alla rete.

Per saperne di più sull’utilizzo efficace di LinkedIn in una strategia di personal branding, partecipate al nostro Power Training del 27 marzo a Milano. Per info ed iscrizioni consultate la pagina dei corsi.

Gianluca De Santo

Gianluca De Santo

Fin da bambino aveva capito come “far girare l’economia” facendo svariati ordini dal catalogo Postalmarket all’insaputa di sua madre e vendendo limonate e settimanali usati durante le vacanze estive, a prezzi concorrenziali ovviamente! Trasferitosi a 19 anni dalla Puglia a Roma per gli studi universitari ora vive da qualche anno a Milano. La sua frase preferita: “Se insisti e resisti, raggiungi e conquisti” (Trilussa).

Quali sono i vantaggi di LinkedIn nelle versioni premium?

LinkedIn conta ad oggi più di 300 milioni di utenti iscritti in tutto il mondo ed è in continua crescita. Utilizzando correttamente e quotidianamente questo social network è possibile ritrovare ex colleghi di lavoro, nuovi contatti, nuovi fornitori, opportunità di business e nuove interessanti collaborazioni lavorative.

La versione gratuita è disponibile per tutti, ma chi volesse sfruttare al massimo le potenzialità di LinkedIn può optare per i diversi profili a pagamento.

LinkedIn mette infatti a disposizione quattro tipologie di abbonamento: Business Plan, Sales Navigator, Job Seeker e Recruiter Lite. Cerchiamo di capirne le differenze e scegliere quello che può soddisfare al meglio le proprie esigenze.

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Con Business Plan ho la possibilità di vedere tutti coloro che hanno visualizzato il mio profilo negli ultimi tre mesi, diversamente dal limite di 5 che impone il profilo gratuito. Vengono accreditati 15 messaggi inMail mensili con i quali ho l’opportunità di inviare un messaggio anche a chi non fa parte del mio network. Posso ricercare e visualizzare profili personali illimitati presenti su LinkedIn fino al terzo grado. Il costo mensile di questo abbonamento è di circa 45 euro.

Sales Navigator: è il profilo a pagamento destinato a chi lavora nell’ambito del commerciale, garantendo informazioni personalizzate su aziende che sono in linea con la mia attività lavorativa ed ottenere informazioni mirate su persone che possono interessarmi. Anche in questo caso verranno accreditati 15 messaggi inMail, possibilità di vedere tutti coloro che hanno visualizzato il mio profilo negli ultimi 90 giorni, ricevere segnalazioni su potenziali contatti utili, creare liste di contatti filtrando per specifici criteri. Come per la versione Business Plan, il costo dell’abbonamento mensile è di circa 45 euro.

Job Seeker: è la versione a pagamento adatta principalmente a chi cerca lavoro o è intenzionato a trovare nuove opportunità. In tal caso infatti, al costo di circa 22 euro mensili, si può disporre di 3 messaggi inMail al mese, vedere tutti coloro che hanno visualizzato il profilo negli ultimi tre mesi, poter collocare in cima alla lista dei canditati la propria candidatura in modo da avere più visibilità e poter visionare le competenze degli altri candidati per una stessa posizione.

Ultimo profilo a pagamento è il Recruiter Lite, questo è il profilo costruito per chi vuole cercare su LinkedIn il candidato ideale, riducendo ed ottimizzando i tempi di ricerca. L’opzione, al costo di circa 90 euro mensili, permette di avere ben 30 messaggi inMail, visualizzare tutti coloro che hanno visitato il profilo negli ultimi tre mesi, poter rintracciare un numero illimitati di profili (attraverso lo strumento di ricerca), avere a disposizione filtri ad hoc utili per ricercare i profili in linea con la ricerca, tenere “sotto controllo” i profili che più interessano per essere aggiornati su eventuali novità e progetti che li riguardano.

Per scoprire come utilizzare al meglio LinkedIn per il tuo business, clicca qui

Gianluca De Santo

Gianluca De Santo

Fin da bambino aveva capito come “far girare l’economia” facendo svariati ordini dal catalogo Postalmarket all’insaputa di sua madre e vendendo limonate e settimanali usati durante le vacanze estive, a prezzi concorrenziali ovviamente! Trasferitosi a 19 anni dalla Puglia a Roma per gli studi universitari ora vive da qualche anno a Milano. La sua frase preferita: “Se insisti e resisti, raggiungi e conquisti” (Trilussa).

Dal 12 marzo Facebook rimuove gli utenti inattivi: calano i like alle pagine

Dopo Instagram, anche Facebook mette mano agli utenti inattivi. A partire dal 12 marzo le pagine del social network di Menlo Park subiranno una riduzione del numero di “mi piace”: dalle fan base saranno infatti rimossi gli account considerati inattivi o già disattivati.
Lo ha spiegato lo stesso team tecnico di Facebook in un articolo uscito qualche giorno fa sul blog di Facebook for Business.
La decisione si colloca su quanto già operato da Instagram alla fine del 2014, quando moltissimi utenti videro i propri profili “ripuliti” dai fan per un calo medio dei follower di circa il 20-30% in media.
La scelta è stata motivata da Facebook con l’esigenza (condivisibile) di rendere sempre più  affidabile il monitoraggio delle pagine aziendali e dei personaggi pubblici, restituendo insight il più possibile veritieri e coerenti.

“Whether you’re a public figure, media organization or other Page owner on Facebook, it’s important to understand who your followers are, what they care about, and what’s working for your audience.
To make audience data even more meaningful for Pages, we’re updating the way Page likes are counted by removing memorialized and voluntarily deactivated accounts from Pages’ like counts. This change ensures that data on Facebook is consistent and up-to-date”.
(fonte: Facebook for Business)

Quali saranno le pagine maggiormente colpite?

Facile ipotizzarlo: le pagine che subiranno una riduzione dei “mi piace” più significativa saranno quelle che hanno acquisito likers con sistemi poco leciti. Insomma, chi ha comprato fan al solo scopo di aumentarne il numero, riempiendo la pagina di like da account falsi, si prepari ad un calo molto consistente.

Strategicamente parlando, la scelta di Facebook si colloca nell’ambito di un disegno più ampio, che sta trasformando il social network più famoso del mondo in una piattaforma di marketing, su cui investire è ormai obbligatorio se si vuole ottenere visibilità. Al “bastone” del calo della visiblità organica dei post, Facebook ha quindi abbinato la “carota” degli aggiornamenti che mirano ad ottenere più trasparenza e professionalità sulla piattaforma, penalizzando le tattiche più scorrette.
Ora sapete cosa rispondere a chi cerca di vendervi i fan di Facebook come le noccioline.

Fabrizio Stoppa

Fabrizio Stoppa

Scrisse la sua prima headline nel 1984, usando le matite colorate dell’asilo: “Yogurt. Un po’ acido, ma buono”. E fu subito chiaro che la cucina sarebbe stata una delle sue due grandi passioni. Della seconda ne ha fatto un lavoro. La sua frase preferita: “Io sono vivo, ma non vivo perché respiro, | mi sento vivo solo se sfilo la stilo e scrivo” (Caparezza).

Statistiche di Twitter: in arrivo anche nella versione web

Twitter non smette di sperimentare, e a pochi mesi dall’apertura a tutti della piattaforma di analytics e sponsorizzazione Twitter Ads (a proposito: scaricate qui il nostro ebook gratuito), lancia una nuova funzione, per ora disponibile solo ad alcuni utenti come test: le statistiche dei singoli tweet visualizzabili nella versione desktop del social.
Già da qualche tempo, le applicazioni iOS e Android rendono possibile visualizzare le performance di ogni singolo nostro tweet direttamente sullo smartphone, a patto di avere associato il proprio account alla piattaforma Twitter Ads (è gratuito e richiede pochi istanti).
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Cliccando sul pulsante a forma di grafico, infatti, è possibile conoscere vita, morte e miracoli del tweet: il numero delle visualizzazioni, il tasso di interazione, quanti utenti hanno cliccato sull’eventuale link presente nel tweet o hanno aperto la scheda profilo.

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Come spiega il sito americano The Next Web, la funzione che Twitter sta implementando sui desktop dei primi, fortunati utenti, è sostanzialmente la stessa.
La differenza, però, è che le statistiche dei tweet saranno visualizzate direttamente sulla timeline degli utenti, senza dover aprire nuove finestre del browser o essere indirizzati ad un’altra pagina.

In questo modo, le statistiche del tweet saranno consultabili in modo più immediato, permettendoci di avere rapidamente un quadro sintetico dell’andamento del profilo.
I tempi di applicazione di questa nuova funzionalità non si conoscono ancora, ma data l’ormai consolidata diffusione degli analytics su smartphone e l’attuale testing dell’analogo tool su desktop, c’è da credere che il rilascio ufficiale sia questione di settimane, se non di giorni.

Questa nuova funzione di Twitter potrà tornarvi utile? Diteci cosa ne pensate.

Fabrizio Stoppa

Fabrizio Stoppa

Scrisse la sua prima headline nel 1984, usando le matite colorate dell’asilo: “Yogurt. Un po’ acido, ma buono”. E fu subito chiaro che la cucina sarebbe stata una delle sue due grandi passioni. Della seconda ne ha fatto un lavoro. La sua frase preferita: “Io sono vivo, ma non vivo perché respiro, | mi sento vivo solo se sfilo la stilo e scrivo” (Caparezza).

Gli orari migliori per pubblicare sui social media

La domanda, prima o poi, se la pongono tutti coloro che gestiscono un canale social aziendale o professionale: a che ora è meglio pubblicare i contenuti per garantire più traffico e visibilità?
La risposta, come spesso accade quando si parla di social media marketing, non è univoca. I parametri da tenere in considerazione sono moltissimi: il target di riferimento; il settore in cui opera l’azienda, il professionista o il brand; il tipo di messaggio da veicolare… In generale, una buona strategia è quella di osservare con attenzione il comportamento della community, dando un’occhiata alle statistiche, e tentare di assecondarlo; tuttavia, può anche darsi che variare l’orario di pubblicazione possa portare ai canali nuovo pubblico, aprendo interessanti opportunità.
In sostanza, la linea di seguire è quella di procedere per tentativi analizzando di volta in volta i feedback della community; ma ci sono comunque alcuni dati statistici che vale la pena considerare. Eccoli.

Twitter

Secondo le statistiche generali, i momenti di maggiore traffico su Twitter si hanno dal lunedì al sabato, dalle 7 alle 9 del mattino; ma anche nel primo pomeriggio (dalle 13 alle 14) o verso la fine della giornata lavorativa (alle 18). I risultati migliori si ottengono comunque il lunedì e il giovedì.

Facebook

Il social più famoso del mondo registra il suo picco di attività il mercoledì, dalle 15 alle 19. Ma i contenuti pubblicati su Facebook ottengono generalmente un buon livello di engagement dal lunedì al giovedì nelle ore centrali della giornata (dalle 12 alle 14).

Google+

Se volete condividere i vostri contenuti su Google+, fatelo il giovedì: in questo giorno, infatti, si registra il picco di interazione degli utenti di G+, con particolare riferimento alle ore che vanno dalle 9 alle 11 del mattino.

LinkedIn

In questo caso, il target di riferimento del social guida in modo decisamente marcato gli orari di maggior traffico: vale infatti la pena di pubblicare i propri contenuti dal martedì al giovedì durante le pause dei professionisti (verso ora di pranzo), oppure nel primo mattino, o nel tardo pomeriggio: gli orari che precedono e seguono l’entrata e l’uscita dall’ufficio, insomma.

 

Con queste linee guida preliminari potete cominciare a testare quali sono gli orari migliori per pubblicare sui social media e raggiungere più facilmente il vostro pubblico.
E se nel farlo, vi vengono in mente delle strategie particolarmente efficaci nel vostro caso, raccontatecele!

Fabrizio Stoppa

Fabrizio Stoppa

Scrisse la sua prima headline nel 1984, usando le matite colorate dell’asilo: “Yogurt. Un po’ acido, ma buono”. E fu subito chiaro che la cucina sarebbe stata una delle sue due grandi passioni. Della seconda ne ha fatto un lavoro. La sua frase preferita: “Io sono vivo, ma non vivo perché respiro, | mi sento vivo solo se sfilo la stilo e scrivo” (Caparezza).